#7

Ieri per sbaglio ho calpestato la mia felicità.
Fortunatamente ho preso solo una delle parti terminali dell’esserino. Ho sentito come un gemito, poi l’ho visto correre via per rintanarsi chissà dove.
Beh, di certo non l’ho schiacciata apposta, la felicità. E insomma, un po’ è pure colpa sua che va a riposarsi proprio dietro la porta della camera.
Ma come farglielo capire?
Il danno è fatto, comunque. Per quel poco che la conosco, penso che non si rifarà viva per un bel po’.

5 risposte a “#7”

  1. La felicità è fatta così: si nasconde dove meno te l’aspetti, ci inciampi senza volere, e magari ti spazientisci pure perché ti spaventi e ti disorienti …
    Lei scappa, tu pure perché, si sa, chiedere scusa non è cosa facile.
    Poi le strade si separano.
    zena

    1. Zena: quale onore!
      Col dolore è l’esatto opposto: se lo calpesti non scappa; ti si affeziona anzi.
      (E, caso paradossale, ma purtroppo non raro, capita poi a noi stessi di affezionarci al dolore.)

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